La sindrome da Overtraining, conoscerla per evitarla.

Sovrallenamento, che cos’è, come riconoscerlo e come evitarlo.

L’aumento del livello prestativo imposto da alcune discipline nate negli ultimi anni portano l’atleta, a tutti i livelli, a dover affrontare importanti carichi di lavoro sia in termini di volume sia di intensità.

L’enorme aumento del numero di atleti capaci di competere ai massimi livelli obbligano il preparatore a valutare minuziosamente gli obiettivi ed a calibrare periodi di carico e scarico di lavoro con precisione chirurgica: l’atleta deve poter esprimere il meglio di sé durante l’evento gara.

Considerato l’impatto stressante di alcune discipline o metodiche di lavoro, anche in ambiente non competitivo, è assolutamente necessario prevedere microcicli discarico, pena il sovrallenamento.

La cosiddetta “fatica cronica” è una vera e propria condizione semi-patologica, che si manifesta quando il praticante, atleta agonista o amatoriale, si sottopone ad allenamenti eccessivamente pesanti senza dare la possibilità al corpo di recuperare.

L’ipotesi che una quantità eccessiva di allenamento potesse scaturire effetti deleteri sull’equilibrio psicofisico dell’atleta risale a più di vent’anni fa, ma solo negli ultimi anni gli studiosi hanno deciso di capire con precisione quali siano effettivamente i segni oggettivi ed i sintomi del sovrallenamento.

Gli esperti hanno cercato anche di distinguere il pericoloso “overtraining” con l’”overreaching” che, anche se invasivo per l’atleta, non presenta le stesse caratteristiche, infatti gli effetti di quest’ultimo insorgono dopo un carico di lavoro eccessivo es. dopo alcune partite o allenamenti eseguiti di seguito senza riposo ma sono sufficienti due o tre giorni di recupero completo per riequilibrare i parametri dell’atleta.

Nella fatica cronica il discorso è ben diverso, il preparatore si troverà di fronte un atleta che, a causa della moltitudine di stress indotti dagli allenamenti, dalle prestazioni, e dalla pressione psicologica scaturita e indotta, manifesta un grave calo prestativo.

Frequenti cambiamenti d’umore, disturbi del sonno, mancanza d’appetito, perdita di peso; il calo di attenzione e la capacità di mantenere alta la concentrazione possono indurlo a compiere movimenti errati esponendolo facilmente all’infortunio.

Gli allenamenti, anche ad intensità più basse del solito, sembrano essere moltoimpegnativi ed i DOMS si prolungano per diversi giorni.

Un’analisi di alcuni parametri fisiologici del soggetto può facilmente evidenziare se i sintomi riscontrati siano effettivamente imputabili al sovrallenamento: alterazioni della pressione arteriosa e di quella cardiaca sia a riposo sia durante e dopo lo sforzo (lento recupero dei parametri di base), un controllo della concentrazione di acido lattico nel sangue durante sforzi ad intensità submassimale e massimale.

A riposo, l’atleta in sovrallenamento può mostrare una frequenza cardiaca più alta o più bassa della sua “basale”.

Durante lo sforzo invece, la stessa frequenza appare più elevata del normale per intensità di lavoro sotto massimali e, al contrario, non raggiunge i valori massimi per sforzi massimali.

Indagini più approfondite possono condurre il medico dello sport a diagnosticare la fatica cronica, dopo l’analisi della concentrazione delle catecolamine nelle urine (adrenalina e noradrenalina prodotte dalle surrenali).

Analogamente il rapporto testosterone/cortisolo (ormone dello stress) risulterà estremamente sbilanciato.

In ultimo si riscontreranno importanti alterazioni del sistema immunitario che potranno provocare con più facilità infezioni virali o batteriche.

In conclusione si capisce quanto importante sia, per l’esperto delle scienze motorie comprendere quando su un suo assistito possano iniziare ad evidenziarsi i sintomi del sovrallenamento; in tal caso l’unica medicina valida è concedere all’atleta un adeguato periodo di riposo fisico e psicofisico che gli permetta di recuperare le energie.

Periodizzazione è quindi, ancora una volta, la parola chiave senza questa metodica il programma di allenamento non potrà dare i suoi frutti e la stessa contribuirà a tenere lontano il famigerato overtraining.

Francesco Vetri

Wellness Escapes® Co founder

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